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5 curiosità sulla Madonna Sistina di Raffaello

5 curiosità sulla Madonna Sistina di Raffaello

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Ecco 5 curiosità sul dipinto “Madonna Sistina” in cui sono raffigurati i famosi cherubini di Raffello...

 

MILANO – I dolci angioletti, piccoli e con uno sguardo trasognato, sono conosciuti in tutto il mondo e hanno riscosso un grande successo mediatico. Ma non tutti sanno che i cherubini fanno parte di un celebre dipinto che Raffaello ha realizzato tra  il 1513 e il 1514 chiamato “La Madonna Sistina”. Ecco 5 curiosità sul dipinto.

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Il Nome

Madonna Sistina prende il nome da San Sisto Papa, rappresentato a destra della Madonna con il Bambino. Alla sinistra, invece, si può riconoscere la figura di Santa Barbara, martire cristiana.

Lo sfondo

La Madonna si staglia potentemente nella parte centrale, portando in braccio il Bambino, e con lo sguardo diretto verso il pubblico. Alle sue spalle è raffigurato uno sfondo di nubi, ma se si osserva attentamente si può vedere che le nuvole in realtà sono composte da teste di cherubini.

Lo spazio architettonico

Non è rappresentato uno spazio architettonico ma lo spazio viene creato in maniera illusoria dalla posizione delle figure che sembrano essere appoggiate su un piano inclinato.

I cherubini

La parte più celebre del quadro è sena dubbio situata in basso, dove sono raffigurati i cherubini. Forse non tutti sanno che probabilmente i modelli delle celebri figure sono i figli di un altro dei modello che aveva posato per l’opera. La tradizione vuole che Raffaello abbia raffigurato i bambini mentre erano incuriositi a vedere il pittore lavorare; un’altra tradizione vuole che Raffaello abbia osservato i bambini mentre  guardavano affamati la vetrina del negozio di un panettiere.

La fama

La  bellezza della “Madonna Sistina” è stata riconosciuta anche da grandi autori, scrittori e filosofi.  Dostoevskij la cita in “Delitto e Castigo”, “L’adolescente” e nei “Demoni” dove Stepan Trofimovitch viene descritto come incapace di spiegare la profondità che vede nel dipinto. Il quadro inoltre è stato fonte di ispirazione per Vasilij Grossman nel racconto della Madonna di Treblinka.

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